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IL DIRITTO AGLI SPAZI – Come cambiare le politiche per dare ad ogni cittadino il diritto ad accedere a spazi collaborativi.

Padiglione Italia
IL DIRITTO AGLI SPAZI – Come cambiare le politiche per dare ad ogni cittadino il diritto ad accedere a spazi collaborativi.
6 novembre-Biennale di Architettura Venezia

Durante il 2018 School of Sustainability (SOS) e Fondazione per l’Innovazione Urbana (FIU) hanno svolto un lavoro di analisi a supporto del Comune di Bologna per la ridefinizione delle politiche dedicate agli spazi collaborativi.
Il percorso è inserito all’interno del Laboratorio Spazi, un percorso partecipato avviato nell’Ottobre 2018, per ridefinire le modalità di assegnazione e gestione degli spazi di proprietà comunale.
Programma dell’evento
School of Sustainability presenterà il lavoro di ricerca svolto sulle caratteristiche architettonico-funzionali degli spazi collaborativi. Durante il percorso sono stati studiati circa cento casi studio, ventinove dei quali approfonditi nel dettaglio. Sulla base dei risultati emersi è stato ideato un toolkit quale strumento per leggere ed implementare gli spazi collaborativi.
La Fondazione per l’Innovazione Urbana illustrerà il lavoro di comunità che svolge sulla dimensione territoriale della prossimità per abilitare pratiche collaborative legate ai luoghi di opportunità, nello specifico verranno approfondite le istanze emerse all’interno del Laboratorio Spazi.
Successivamente alle relazioni introduttive, sono previsti sei interventi di esperti che, complementarmente, si confronteranno per immaginare politiche e approcci per favorire la diffusione di spazi di opportunità come diritto.
Programma
ore 10,30 _ Apertura di SOS con la presentazione dei risultati del lavoro di ricerca sugli spazi collaborativi, con focus su alcuni dei 29 casi studio.
° La Fondazione per l’Innovazione Urbana (FIU) illustra il Laboratorio Spazi con focus sui bisogni emersi dai partecipanti.
interventi e discussione aperta moderata da Leonardo Tedeschi e Simona Beolchi (Fondazione Innovazione Urbana)
° Elena Ostanel (Marie Curie Fellow IUAV di Venezia e autrice libro “Spazi fuori dal comune”),
° Roberta Franceschinelli (Fondazione Unipolis, responsabile Culturabilty),
° Werther Albertazzi (fondatore Ass.Planimetrie Culturali, studioso e attivista delle politiche di rigenerazione urbana partecipata)
12,00-12,30 _ Discussione
° Claudio Calvaresi (senior consultant di Avanzi, docente di Urban Conflicts Analysis, Politecnico di Milano)
° Marco Tognetti (Agenzia Lama: il riuso della manifattura a firenze),
° Matteo Robilio (Avventura Urbana).
ore 13,00 Discussione
Chiusura arch. Mario Cucinella


 

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RE-EVOLUTION: dalla rigenetrazione urbana alla rigenerazione sociale

RIMINI WAKE HUB 2018

“RE-EVOLUTION: DALLA RIGENERAZIONE URBANA ALLA RIGENERAZIONE SOCIALE”

21 Settembre 2018 Colonia Bolognese, Sala del Fico

PROGRAMMA

PARTE I – “Pratiche di rigenerazione”

9.30 “Introduzione: alcuni progetti, presenti e futuri”

  • Il progetto scuola con l’ITTS “O. Belluzzi – L. Da Vinci” di Rimini – Claudio Fabbri, ITTS “O. Belluzzi – L. Da Vinci”
  • Il progetto “Il popolo delle Colonie” dell’Istituto Comprensivo di Miramare di Rimini – Rosaria Zerbinatti – Istituto Comprensivo di Miramare di Rimini
  • Il dopo “Riutilizzasi Colonia Bolognese 2018”: una proposta alla Riviera – Roberto Tognetti, IperPiano (intervento video da Casa Bossi, Novara)

10.00 “L’esperienza di Planimetrie culturali a Bologna” – Werther Albertazzi(Planimetrie culturali, Bologna)

10.45 “L’esperienza di Darsena Pop Up a Ravenna” – Lara BissiMaria Cristina Garavelli (Officina

Meme Architetti, Ravenna)

PARTE II – “Raccontare la rigenerazione”

11.30 “La comunicazione degli spazi rigenerati in Italia: raccontarsi facendo” – Leonardo Menegoni, responsabile comunicazione Coop Smart Rovereto (in collegamento via skype)

11.45 “La sostenibilità degli spazi di aggregazione: sopravvivere dopo i finanziamenti pubblici” – Riccardo Loss, presidente Coop Smart Rovereto

12.00 Proiezione di un estratto del documentario “Alla ricerca dei Beni comuni: più neuroni meno mattoni”

12.30 Conferenza stampa de “Il Palloncino Rosso”: un primo bilancio di “Riutilizzasi Colonia Bolognese 2018”, con l’intervento di rappresentanti delle istituzioni ed insieme a rappresentanti di associazioni ed imprese che hanno collaborato al progetto.

ORGANIZZAZIONE INFO E CONTATTI:  Associazione Il Palloncino Rosso



 

Parchi Urbani – Luoghi del Cuore

work in progress
“apericena condiviso” – ognuno porta il suocibus da condividere, precotto  o protto all’uso, salato o dolce, specialità o classico, di propia produzione e preparato dalla suocera ;) Obiettivo, promuovere campagna FAI in salvaguardia dei Prati di Caprara
la socialità avrà come colonna sonora autoproduzioni e artisti regionali con agopunture della banda roncati
PLanimetrie Culturali – Arci Bologna – Comitato Rigenerazione no Speculazione ospitalità di Binario69

“apericena condiviso” – ognuno porta il suocibus da condividere, precotto  o protto all’uso, salato o dolce, specialità o classico, di propia produzione e preparato dalla suocera ;) Obiettivo, promuovere campagna FAI in salvaguardia dei Prati di Caprarala socialità avrà come colonna sonora autoproduzioni e artisti regionali con agopunture della banda roncatiPLanimetrie Culturali – Arci Bologna – Comitato Rigenerazione no Speculazione ospitalità di Binario69


 

TALK BELLUNO

Da vuoto urbano a esperimento di comunità

Spazio EX si presenta

Da vuoto urbano a esperimento di comunità

TALK BELLUNO

Caserma Piave, Via Vercellio, Belluno

15 Settembre 2018 h 17:30

Alle 17,30, presso l’edificio numero 7 – da poco ripristinato per il progetto del Comune di Belluno Ex caserma Piave, laboratorio di creatività urbana e finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico di ANCI Giovani RiGenerAzioni Creative – l’Assemblea di Gestione di Spazio EX racconterà a curiosi e interessati l’esperimento di rigenerazione urbana dal basso che si sta realizzando nelle enormi aree un tempo in disuso dell’ex caserma Piave.

Insieme all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Belluno Valentina Tomasi e all’esperto Werther Albertazzi (associazione Planimetrie Culturali, Bologna), si chiacchiererà di rigenerazione urbana, ripristino di spazi militari abbandonati, partecipazione, cura del territorio.

A seguire, dopo l’incontro, gli assegnatari di edifici presso Spazio EX saranno a disposizione per raccontare e mostrare agli interessati il processo di trasformazione in atto presso l’ex caserma, che da vuoto urbano si sta trasformando in un luogo abitato e animato da varie realtà del mondo sportivo, culturale, associazionistico bellunese.

Partecipazione libera.

SPAZIO EX CASERMA PIAVE



 

Service Design Drinks

SDD.BO #3 – Creative Heritage

Creative Heritage: rigenerare uno spazio per renderlo vivo
2018: Anno europeo del patrimonio culturale.
Service Design Drinks
Si parla di Cultural Heritage, ma come si può considerare il valore dei luoghi privato del valore della presenza umana, nudo
di quelle relazioni che anche lo spazio stesso contribuisce ad attivare?
L’esperienza spaziale degli esseri umani è radicata nell’architettura e nella pianificazione urbana e trova il suo focus esplorativo nelle discipline di progettazione spaziale, dove la trasformazione e la manipolazione di un dato spazio non riguardano solo la sua percezione e il suo transito, ma anche il sistema di azioni e interazioni che si svolgono in esso.
Quali sono le dinamiche che, dietro le quinte, permettono la creazione di uno spazio vivo? Qual è il ruolo della progettazione nella costruzione delle interazioni che nello spazio hanno luogo?
I nostri ospiti si sono occupati della trasformazione di spazi del passato in spazi per le comunità di oggi e di domani, e con loro andremo ad esplorare e mappare quali sono le attività chiave di queste trasformazioni: dalla fase di progetto alla fase di implementazione, indagando come queste in ogni esperienza hanno assunto caratteristiche diverse.
Sarà presente l’ Associazione Planimetrie Culturali..
Accesso libero al palazzo settecentesco con oltre 900 mq espositivi distribuiti in 10 stanze affrescate. Un’occasione unica dove poter visitare un magnifico palazzo storico privato in cui le migliori aziende del Design Internazionali dialogano e si confrontano fra antico e moderno.
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Città, Riuso, Fare, Giovani, tecnologie, Lavoro creativo, Impresa, Innovazione sociale, Cultura

ricrea festival ferrara

TRE GIORNI DI FESTIVAL A FERRARA
20/22 Ottobre 2017
Un festival a Ferrara sulla rigenerazione urbana e le imprese creative.
Città, Riuso, Fare, Giovani, tecnologie, Lavoro creativo, Impresa, Innovazione sociale, Cultura.
Perché il Festival RiCrea a Ferrara? Città che sta costruendo nuovi modelli di filiera tra economia delle imprese creative, economia della cultura ed economia del turismo culturale, valorizzando le politiche e le pratiche di integrazione dal basso, la creatività e lo spirito di innovazione di molteplici attori sociali ed economici, puntando su un continuo sviluppo della coesione sociale e sulla crescita culturale dei residenti, soprattutto i più giovani, e sull’integrazione dei nuovi arrivati. Per tre giorni, fra la Factory Grisù e Wunderkammer, nel Quartiere Giardino, si avvicenderanno imprese creative, startup innovative, cittadini, artisti, musicisti, esperti di tecnologie digitali e di comunicazione, esperti di politiche urbane, facilitatori e rigeneratori, policy maker.

Città, Riuso, Fare, Giovani, tecnologie, Lavoro creativo, Impresa, Innovazione sociale, Cultura


 

Rigenerazione no speculazione

Prati di Caprara, il polmone verde di Bologna

Rigenerazione no speculazione

Pubblichiamo una piccola ricerca di documenti e foto ricerca/studio  effettuata sui Prati di Caprara situati nell’area Ovest di Bologna.

E’ in progetto una grande trasformazione guidata dall’ Assessore Matteo Lepore che antepone i privati e l’ Amministrazione Pubblica , con intenzioni di cementificare il parco, al volere dei cittadini che si oppongono alla cementificazione a danno delle poche aree boscate rimaste in città.

In Italia si pensa utile ripensare e riciclare i grandi spazi abbandonati al seguito della crisi edilizia prima, economica poi, che hanno ridisegnato le nostre città lasciando intere zone industriali allo sbando regalandole all’inciviltà e al degrado. Tutto il pianeta è indirizzato nella ricerca e nello studio verso politiche per la salvaguardia del territorio. Le Regioni varano nuove leggi urbanistiche per lo sviluppo a cemento zero.
Ma poi…?!

La situazione nell’area in oggetto e resa grave dai grandi cantieri previsti e richiede molta attenzione per la presenza centrale del più importante nosocomio della città, l’ospedale Maggiore appunto, e, non meno importante, il plesso scolastico che sorge sul fianco dell’ex Caserma.

Con il Comitato Rigenerazione no Specilazione, di cui Planimetrie Culturali è tra i promotori,  si continua a studiare e diffondere informazioni utili a tutti.

condividiamo due documenti in Pdf da leggere e condividere con storia, dati e riferimenti:

dossier-prati-di-caprara-est

dossier-prati-di-caprara-ovest

Assemblea pubblica Rigenerazione no speculaizone


 

Scheda Adesione MO/ME 7.0

Scheda-adesione-MOME-7.0

Mo/Me – VI° edizione
Mostra Mercato degli oggetti artigianali e riciclati

4 e 5 Luglio 2015, Castello di Guiglia – Modena

Organizer Planimetrie Culturali, Comune di Guiglia, Hera Gruppo Modena

Patners: FAI Fondo Ambiente Italiano
Apertura Mostra/Mercato sabato ore 15:00, cdomenica ore 14:00 chiusura ore 23:00
(mostre, concerti, sport, spettacoli, raduno vespe, e altro ancora)

Possibilità sosta notturna presso gli stand e/o nella corte del Castello.
Sacco a pelo o piccola tenda.
Piazzole 4×4 con fornitura elettrica.
Partecipazione Gratuita previa iscrizione entro 30 Giugno 2015.

Associazione/Gruppo/Artista
Rappresentante Nome ________________

Cognome ________________

nato/a a _______________ il __ /__ /__

C.F. _________________________

Prodotti Presentati
Laboratori Numero partecipanti ______ età __ /___
Giorno/i
orario/i

Allegati richiesti per fini pubblicitari (opuscolo informativo):

1 Logo

2 Breve descrizione del produttore/artigiano/artista

INVIARE A info@planimetrieculturali.org,
aggiornamenti tramite la mailing list ufficiale.

PROSSIMO MO/ME OTTOBRE 2015 IGEA MARINA, RIMINI


 

RE-BO > Cultural District Evolved > Ex Caserma Sta.Ve.Co.

RE-BO > Cultural District Evolved
Progetto metropolitano di rigenerazione urbana partecipata

di Planimetrie Culturali (Bologna 6 Marzo 2014) Ex Caserma Sta.Ve.Co.

La città è il frutto di una storia e di una crescita continua, dove l’interazione tra il comportamento umano e i grandi ambienti urbani è costante ed imprescindibile e la trasformazione dell’uno in funzione degli altri è continua all’interno di un processo circolare.

Per definire il luogo (come la città in questo caso) sono necessari tre caratteri comuni: essere identitario, relazionale, storico. La città è ricca di insediamenti abbandonati di origine industriale e non, che rappresentano in molti casi aree dove confluisce il degrado e si annidano problematiche legate alla sicurezza. Uno spazio così abbandonato perde il suo status identitario, relazionale e storico; spazi anonimi a cui l’uomo si è ormai quasi assuefatto.

Planimetrie Culturali, Associazione di Promozione Culturale operante nel territorio bolognese da ormai 10 anni, verte proprio alla riqualificazione delle aree dismesse di Bologna, operando sul territorio con pratiche di riuso temporaneo rivolte al cittadino e alla sua partecipazione attiva dello spazio. Pratica che aumenta e rafforza la consapevolezza della propria identità personale e collettiva e mette a disposizione uno spazio nuovamente fruibile dal cittadino a livello locale, in un divenire globale.

L’intenzione di proseguire e migliorare la progettazione del riuso temporaneo in un periodo medio/lungo può essere il motore di riqualificazione e bonifica a scala di quartiere permettendo lo sviluppo di realtà analoghe, aumentando il valore dell’area e richiamando nuovi investitori e capitali attraverso sponsorship e partnership. Aree che divengono un laboratorio dove poter osservare le tattiche di autorganizzazione della “città post-capitalista”.

Nell’economia post-capitalista le imprese investono in cultura non per ragioni comunicative o promozionali, ma per presidiare la creazione dei contenuti e dei significati: la capacità innovativa dipende dalla abilità di creare un ambiente sociale favorevole alla produzione e alla circolazione generalizzata e condivisa di conoscenza e contenuti creativi. Questo è alla base di un nuovo concetto sviluppatosi all’inizio del terzo millennio: il Distretto Culturale Evoluto. Esso è fondato sul presupposto concernente l’esistenza di complementarità strategiche tra filiere culturali differenti, appartenenti a settori produttivi diversi. I caratteri del distretto, quali la divisione del lavoro, l’apprendimento diffuso di conoscenze mirate, l’attitudine all’innovazione e lo scambio con l’esterno, la diffusione di idee e di effetti di emulazione, favoriscono la sua capacità di autogovernarsi e autoriprodursi, specializzandosi e mettendo a frutto l’innovazione e la creatività delle persone e del capitale umano. Gli elementi di governance e sviluppo del distretto sono l’unione di consuetudini sedimentate nella comunità locale ed elementi di soggettività politica finalizzati alla valorizzazione delle risorse locali.

Uno sguardo attento e ravvicinato a molti spazi in alcune città europee ci mostra come, in assenza di sviluppo immobiliare, molte aree sono diventate un terreno di sperimentazione per differenti forme di arte, musica e cultura, come pure il luogo di avvio di attività legate al sociale con progetti di abitazioni temporanee per studenti o senza tetto, o ancora spazi per eventi ludici, sportivi o per il commercio informale dei mercatini e fiere artigianali. L’ultima esperienza di riuso temporaneo è dimostrata dal centro culturale Senza Filtro: diciotto associazioni che hanno sviluppato le proprie attività all’interno dell’ex fabbrica “Samp Utensili”, attraverso la stipulazione di un contratto di comodato d’uso gratuito triennale con la proprietà, rinnovabile ogni anno. Questa esperienza ha visto una vastissima programmazione culturale, artistica, sociale e sportiva e una rete di associazioni con campi d’azione e diversi obiettivi statutari che ha permesso la fruizione dello spazio da parte di cittadini di diverse fascia d’età e classi sociali. I benefici della presenza della rete Senza Filtro all’interno dell’edificio sito in via Stalingrado 59 sono stati molteplici e interessano diverse aree tematiche, riportate di seguito:

1) Pulizia, igienizzazione e messa in sicurezza dello stabile.

I membri dell’Associazione sono entrati nello spazio dal 1 Agosto 2012 trovandolo in uno stato di forte degrado strutturale ed ambientale. I membri di una prima rete d’associazioni hanno provveduto alla pulizia e alla ristrutturazione della quasi totalità delle aree;

2) Concessione degli spazi ad Associazioni.

La mancanza di spazi, per le numerose associazioni che operano sul bacino bolognese, è uno dei problemi che le Amministrazioni Pubbliche Cittadine hanno sempre dovuto affrontare. Il ripristino di uno stabile abbandonato può’ risolvere in parte questa problematica: questo è quel che è successo nell’esperienza appena vissuta. Dopo la messa in sicurezza dello stabile, alcune aree sono state date in gestione ad associazioni che, di conseguenza, hanno operato per sistemare la propria zona di competenza sotto il controllo tecnico di Planimetrie culturali, associazione capofila.

3) Attivazione di corsi, laboratori e concessione gratuita di spazi ad Associazioni non appartenenti alla rete.

Una volta ripristinate le basilari norme di igiene e dopo aver ristrutturato le zone di competenze, diverse associazioni hanno iniziato le loro attività istituzionali, proponendo corsi e laboratori.

I corsi che si sono svolti all’interno della rete Senza Filtro, variano dalla fotografia all’italiano per stranieri. All’interno dell’area sportiva sono stati attivati corsi di Parkour, di tessuti aerei, corsi di skate (sport ancora non praticabili in spazi chiusi all’interno della città di Bologna). Un’aerea è poi stata adibita allo Spazio Tata che propone laboratori, workshops e intrattenimento per bambini ad uso completamente gratuito dei cittadini. Inoltre sono stati concessi gratuitamente diversi spazi dell’ex fabbrica a favore di associazioni o privati cittadini per l’organizzazione di corsi di yoga, clownerie, danza, prove teatrali, per citarne alcuni.

Il ripristino dello stabile, quindi, è stato da beneficio non solo per le associazioni appartenenti alla rete, ma anche esterne, permettendo così il coinvolgimento di un cospicuo numero di persone.

4) Attivazione di una programmazione originale di cultura e d’intrattenimento

Con la ri-appropriazione degli spazi è stata attivata una programmazione culturale originale che ha visto lo svolgimento di numerosi concerti, dj’s set, mostre artistiche, performance teatrali. Una gran parte di questi eventi ha avuto la libera partecipazione, mentre per altri è stato richiesto una quota di entrata necessaria per la copertura del progetto e dei costi di gestione. Inoltre la presenza di una sala adibita per eventi d’intrattenimento ha permesso a varie associazioni di organizzare eventi di auto-finanziamento per coprire i costi di realizzazione e gestione dei propri spazi.

5) Promozione della mobilità internazionale

All’interno del centro è stato creato un punto temporaneo di pernottamento per favorire la mobilità internazionale dei giovani provenienti da ogni latitudine del vecchio continente, con training specifici finanziati dall’Unione Europea con il programma Youth in Action (Gioventù in Azione). Lo spazio è stato teatro di condivisioni di idee e scambi di visioni tra persone con background culturali differenti, creando lo scenario per nuovi e futuri progetti. L’intenzione prossima della rete è quello di attivare lo spazio in maniera continuativa, aperto anche a singoli viaggiatori.

6) Creazione di posti di lavoro nel campo culturale.

Planimetrie Culturali sin dall’inizio del progetto ha iniziato un percorso diretto nell’inquadrare alcuni dei suoi collaboratori in contratti di lavoro regolari e retribuiti. Nei primi mesi del progetto l’Associazione ha iniziato a contattare commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro (tutti regolarmente retribuiti) per stabilire il miglior inquadramento possibile per queste persone. Alla fine di queste consulenze, l’Associazione ha deciso di assumere due persone con un contratto a tempo indeterminato e due persone con un contratto determinato, dimostrando che la riattivazione temporanea di luoghi abbandonati puo’ essere il motore per la creazione di nuovi posti di lavoro.

In sedici mesi l’Associazione ha speso 60.000 euro di stipendi, di cui il 60% è entrato nello casse dello Stato come gettito fiscale. Altre associazioni presenti all’interno della rete, con attività non continuative, hanno utilizzato come strumento di pagamento la ritenuta d’acconto, per quelle prestazione di collaborazione occasionali non continuative.

Inoltre sono state attivate due borse lavoro per persone provenienti da fasce protette, che hanno permesso a queste di lavorare in ambiente stimolante e creativo mettendo a disposizione lo spazio per le politiche di welfare comunale bolognese.

7) Promozione della cultura del riuso e del riciclo

Sin dall’entrata nello stabile in via Stalingrado 59, l’Associazione Planimetrie Culturali ha spronato il ri-utilizzo del materiale presente all’interno dello spazio e non solo: infatti alcune associazioni si sono adoperate nello svuotamento di uffici e abitazioni, recuperando oggetti e arredi ri-utilizzabili; altre fanno del riciclo il motore portante delle loro attività.

8) Promozione di eventi nazionali e supporto di nuove start-up

All’interno dello spazio sono stati proposti e attivati eventi di livello nazionale basati su tematiche ambientale e ecologiche, quali Gusto Nudo (la Fiera dei Vignaioli Indipendenti) e Altreconomia (Rivista di informazione indipendente); inoltre, dall’apertura dello Scalo San Donato a oggi, sono nate nuove realtà associative che hanno trovato un supporto logistico e tecnico nella progettazione di Planimetrie Culturali.


Le pratiche e le finalità del riuso

I sistemi organizzativi della vita sociale nelle città stanno subendo un profondo cambiamento; l’insieme delle iniziative finalizzate a trattare istanze collettive richiede un’innovazione nei contenuti e nei meccanismi di organizzazione.  L’utilizzo di spazi in disuso per operare quest’innovazione viene concepito come un cantiere permanente aperto a sollecitazioni esterne da ospitare e rafforzare. Il riuso offre l’opportunità di creare forme di organizzazione sociale attorno a processi innovativi e di arricchimento della città, del suo sistema di servizi, infrastrutture e delle sue funzionalità; una nuova forma di socializzazione e interazione tra diversi attori e fattori di qualità urbana.

Modus operandi del riuso temporaneo

Il progetto dell’ex caserma Staveco vuole mettere in luce le potenzialità sociali del riuso, ragionando sulle forme e le condizioni di rapporto costruttivo e creativo tra istituzioni e società. Si propone di trasformare questi spazi in disuso in un village factory di nuove funzioni temporanee. Per permettere l’inserimento di queste funzioni, è necessario avere in sicurezza i locali utilizzati con interventi di base come la rimozione di detriti, il consolidamento strutturale minimo, l’installazione di sistemi antincendio, la dotazione o il ripristino delle infrastrutture primarie. Le nuove funzioni inserite possono avere a loro volta bisogno di un supporto architettonico per il loro espletamento, per esempio la divisioni degli spazi comuni. La qualità e il costo degli interventi architettonici sono commisurati al tipo e alla durata del riuso temporaneo dell’immobile e possono essere quindi suddivisi in diversi livelli. Planimetrie Culturali propone un progetto di riuso temporaneo con durata minima di tre anni, fino a un massimo di cinque. Un primo livello prevede la fornitura di infrastrutture impiantistiche primarie stabili (luce, elettricità, acqua, servizi igienici) e l’inserimento di arredi interni, esterni ed allestimenti temporanei facilmente removibili, l’utilizzo di materiali di recupero o completamente riciclabili ed infrastrutture primarie mobili (pallet in legno, ex cartelloni pubblicitari, tubi innocenti per impalcature, scarti di lavorazione plastici, lignei, metallici, teli per video-proiezioni…), il tutto mirato all’autonomia degli spazi riguardante la gestione e i costi fissi. Questo primo compito verrà espletato da Planimetrie Culturali, in collaborazione con un gruppo di associazioni partecipanti alla riqualifica dell’Ex SampUtensili, il Senza Filtro. Si prevede inoltre un percorso partecipato con la cittadinanza, così attiva, nel quale decidere le destinazioni dei vari spazi in precedenza selezionati e preparati

Questa modalità di intervento è già consolidata in molte città europee, come dimostrano il caso di intervento nell’area di South Bank di Londra o i 148.000 mq del Matadero di Madrid per citarne alcuni.

In Italia spesso l’incertezza e la mancanza di un iter corretto da intraprendere per iniziare una bonifica regolare e il gap legislativo che divide questi spazi dalle istituzioni, lascia comunque che molti progetti cadano nell’oblio ancora prima di essere sperimentati.

Con il progetto dell’ex caserma Staveco vogliamo utilizzare il patrimonio edilizio esistente in abbandono per riattivare lo spazio con progetti legati al mondo della cultura, del sociale, dell’associazionismo, dell’artigianato, con un intero spazio dedicato all’accoglienza degli studenti. Rigenerazione urbana, di un quartiere come quello di Santo Stefano e di tutta la città, creando un centro sociale, culturale, artistico e sportivo, partecipato da tutti e autofinanziato dai suoi stessi fruitori. Vogliamo intraprendere un percorso partecipato del progetto attraverso dibattiti, conferenze, tavole rotonde per lo scambio di idee ed esperienze tra istituzioni e cittadinanza per porre maggiore accento sull’importanza della bonifica urbana.

Dall’esperienza maturata, si è creata una rete di associazioni, individui e piccole realtà che ha l’intenzione di proseguire ciò che in via Stalingrado 59 non è stato possibile portare avanti con un progetto ancor più elaborato.


Suddivisione spazi

Gli spazi dell’ex Caserma verranno suddivisi e messi a disposizione di numerosi progetti copartecipati. Vogliamo porre l’accento su due caratteristiche fondamentali che sono alla base di Re-Bo: l’autofinanziamento e la partecipazione cittadina. Non chiediamo fondi pubblici, ma una partecipazione e collaborazione attiva della Pubblica Amministrazione per le attività nei suoi contenuti. All’ingresso verrà posto un bar-osteria sociale fruibile da chi il centro lo vivrà, ma anche da chi il centro solo lo attraverserà; denominati sociali in quanto primaria fonte di finanziamento del progetto.

Tre spazi indipendenti verranno destinati uno allo studentato sociale, di 150 posti, che verrà organizzato tramite una partnership con l’Alma Mater Studiorum. Gli studenti che per fascia di reddito e merito non potranno comunque garantirsi un posto nei molteplici studentati già esistenti a Bologna avranno ancora un’altra chance per aggiudicarsi un posto per un anno all’interno dello studentato Re-Bo e vivere all’interno di una fabbrica continua di idee, socialità e cultura e potranno collaborare ai numerosi progetti del centro. Un altro spazio importante sarà il dormitorio sociale per i senza tetto; infatti tramite la collaborazione con il Comune, si provvederà alla ricerca di assistenti sociali o educatori professionali per gestire lo spazio dormitorio nei 3 /4 mesi più freddi dell’anno. Lo stesso spazio nei restanti mesi sarà gestito dall’associazione Interzona 42 che creerà uno Spazio Tata ad hoc per i bambini del quartiere e della città.

L’edificio centrale sarà quello del coworking dove saranno messi a disposizione numerosi spazi e attrezzature per le numerose associazioni che vorranno entrare all’interno della rete o che ancora non hanno trovato una sede di lavoro dove poter attivare corsi, laboratori, attività ed esprimere il loro lavoro.

Oltre ad alcune associazioni già facenti parte della rete Senza Filtro verrà aperto un bando innanzitutto rivolto alle associazioni del quartiere per poter partecipare all’assegnazione degli spazi. Qualora rimanessero altre aree libere il bando verrebbe allargato ad altre associazioni di tutta la città.

Un altro stabile sarà destinato all’ostello sociale, per far sì che il centro possa attirare anche stranieri e farsi conoscere anche all’estero per intraprendere un percorso di internalizzazione del nostro lavoro, proprio come altri centri europei stanno facendo già da tempo.

Questa idea di suddivisione degli spazi e degli interventi da noi proposta è aperta a idee e suggerimenti; se il quartiere o la Pubblica amministrazione avessero necessità di proporre altre iniziative lavoreremo insieme per costruire le soluzioni migliori. Vorremmo infatti, con Re-Bo, elaborare procedure e dispositivi giuridico-organizzativi in modo che la preventiva e concreta fruizione degli spazi possa anticipare veramente una definizione precisa dei progetti e delle scelte di trasformazione; la fruizione sperimentativa come strumento progettuale.

Obiettivi Progetto RE-BO Distretto Culturale Evoluto

Oltre i benifici derivanti dalle pratiche di bonifica culturale e riuso temporaneo già elencati e messi in luce negli anni di operato sul territorio da parte di Planimetrie Culturali, il progetto presentato nasce come piattaforma dove sviluppare temi specifici rivolti al mondo del lavoro e quello legislativo.

Proposta di Legge riguardante l’utilizzo temporaneo di spazi i disuso

Negli ultimi mesi del 2013, dopo la necesittà di far fronte al problema della chiusura temporanea, abbiamo pensato di risolvere la situazione presentatasi al centro Senza Filtro in modo che sia applicabile anche a diversi soggetti operanti sul territorio emiliano e nazionale. A sostegno di questa volontà abbiamo instauarato un tavolo formato da professionisti, che possa mettere in pratica una proposta di legge che regolarizzi l’utilizzo temporaneo di spazi in disuso, pubblici e privati. Legge di cui l’economia della città, con la sua abbondanza di associazioni, onlus, comitati di cittadini, piccoli artigiani e artisti di vario genere, non potrà far altro che giovarne.

Riconoscimento della figura professionale dell’Operatore Culturale

operatore culturale è una “figura professionale” relativamente nuova, nata a metà degli anni ’90 e sviluppatasi maggiormente negli ultimi dieci anni. Svolge attività di mediazione tra il sistema artistico e culturale e i vari tipi di pubblico che fruiscono delle iniziative organizzate, attraverso la gestione di un progetto culturale, che comprende interventi di tipo gestionale, programmatorio, organizzativo e di servizio. Nonostante al momento non esistano albi professionali o titoli specifici per accedere alla professione, le università della penisola propongono una vasta offerta formativa.

A partire dall’analisi del contesto in cui deve operare, l’operatore culturale ne individua le esigenze culturali e cura gli aspetti organizzativi necessari a sviluppare l’idea di partenza e la realizzazione operativa del progetto. Le competenze necessarie per lo svolgimento di questo lavoro sono innanzitutto un’approfondita conoscenza del territorio in cui si va ad operare e un altrettanto approfondita conoscenza delle arti performative.

L’obiettivo è quello di valorizzare competenze che negli anni hanno formato lo staff che ha creato il Centro di Smistamento di Arti Differenti, Senza Filtro; riconoscere percorsi formativi universitari nell’ambito artistico-socio-culturale, che ogni anno “sfornano nuovi disoccupati”; creare nuovi posti di lavoro in un contesto dove la crisi economica è entrata a far parte della quotidianità.


 

Matc&Fuse  Senza Filtro

Match&Fuse → Inghilterra, Italia, Polonia

Mercoledi 30 Ottobre 2013, Via Stalingrado 59, Bologna:. Senza Filtro > Sorting For Different Arts Center

free entry, centro soggetteo a tesseramento. Osteria dalle 19:30 (3471321000)

Match&Fuse → UK, IT, PL

Match&Fuse in Italia per il terzo anno consecutivo, questa volta in una nuova formula a tre band tra Italia, Inghilterra e Polonia.

Megasound, in media partnership con Radio Città Aperta, Rockgarage.it, Radio Città del Capo e Bolobazzalive, è lieta di annunciare il ritorno in Italia di Match&Fuse(M&F), la rete pana-europea per l’organizzazione di tour, scambi musicali e un festival annuale itinerante (che dopo Londra 2012 e 2013 e Oslo 2013, nel giugno 2014 si terrà a Roma).

Dopo Tribraco/WorldService Project, Nohaybandatrio/Karokh e Germanotta Youth/Ich Bin N!ntendo, questa volta, M&F espande la propria formula a due band in tour per due paesi, aggiungendo una terza band e un terzo paese.

Si inizia con l’Italia, dove saranno i bolognesi Tubax a fare gli onori di casa, ospitando gli inglesi WorldService Project (rientrati recentemente da un tour di 40 giorni negli USA con Nohaybandatrio), e i polacchi Owls Are Not. Si prosegue poi con le tre band in tour in Inghilterra, per finire in Polonia ad inizio dicembre.

Match&Fuse nasce con lo scopo principale di congiungere diverse scene creative attraverso l’Europa. Ponendo un accento particolare sulle culture locali e sulla diffusione di queste oltre confine, favorisce da una parte la formazione di un terreno comune su cui artisti diversi possano scoprire affinità e condividere idee, dall’altra la creazione di materiali musicali innovativi attraverso collaborazioni internazionali. Di seguito il calendario completo del tour.

Italia: 30 ott – Senza Filtro (Bologna) | 31 ott – Jarmush (Caserta) | 01 nov – TBA (Napoli) | 02 nov – 30 Formiche (Roma).

Inghilterra (20 nov – 23 nov): London Jazz Festival (Londra), Guildford, Brighton e Nottingham.
Polonia (27 nov – 01 dic): Warszawa, Bydgoszcz, Mózg, Sopot, Poznan e Kraków.

Tubax (Bologna) - www.megasoundrecords.com/tubax.html

Si formano a Bologna nel 2007 destando subito interesse nella scena underground locale, grazie al loro caratteristico sound tra l’elettronica, il prog e il funk.

Nel 2009 esce il loro primo demo, che li accompagna nei numerosi live della scena locale, e successivamente all’incontro con Megasound, che nel 2011 produce il loro album “Il Mondo Stava Finendo” fortemente apprezzato sia in Italia che all’estero.

Ad oggi i Tubax hanno collezionato più di 60 concerti negli USA e numerose esibizioni in Italia oltre che in Europa tra festival e club (tra cui Music&Miles II e III, Match&Fuse Festival London, Camp@rt, Jazz in Castagna).

Giacomo Schirru – basso, Davide Stampini – synth e campionatore, Alberto Fogli – batteria

WorldService Project (Londra) - www.worldserviceproject.co.uk

Vincitori del premio “Peter Whittingham” come innovatori punk jazz, i WorldService Project (WSP) sono stati descritti da Time Out come “…ammaliatori…e con un futuro brillante che li attende proprio dietro l’angolo”, definiti “un brillante post-prog funk” (Jazzwise), un “tour de force” (York Press) e “vivi, onirici, e costantemente coinvolgenti” (London JazzBlog).

L’intensa attività dei WSP nel 2011 li ha portati a calcare i palchi di Parigi, Londra, Oslo, Leeds, Newcastle, Birmingham, Lyon, Bergen e Trondheim. Sempre quest’anno sono stati ospiti di festival jazz in Brecon, St Germain de Calberte (SE France), Swanage, Marsden, oltre a concerti presso The Barbican Centre del London Jazz Festival 2011.

Guidata dal pianista/compositore Dave Morecroft, la musica dei WSP si esprime attraverso atmosfere scure, intensi passaggi, sferzate dissonanti, complicati incastri ritmici e dinamiche intense. La loro musica parla il linguaggio dei compositori del ventesimo secolo, vicini a quel groove impetuoso degli artisti hard rock.

Il tour in Italia sarà l’occasione per presentare il loro nuovo album “Fire in a Pet Shop” (Megasound).

Dave Morecroft – piano/tastiere, Tim Ower – sassofoni, Raph Clarkson – trombone, Conor Chaplin – basso, Liam Waugh – batteria

Owls Are Not (Varsavia) - http://www.matchandfuse.co.uk/bands/owlsarenot/

Un misto unico ed esplosivo di basso distorto e batteria chirurgica e potente con elettroniche psichedeliche compone il suono della band che può essere definito come un drum ‘n’ bass arrangiato per un set punk hardcore.

I tre componenti, che band provengono dall’attiva scena underground di Varsavia, hanno alle spalle anni di esperienza accumulata dalle rispettive precedenti formazioni come Setting Woods On Fire, Artybishops, Kolorofon e Long Long.

Gli Owls Are Not hanno all’attivo un EP e sono in procinto di stampare il loro primo LP.

Piotr Cichocki – electronics, Rafał Klimczuk – drums, Piotr Mazurek – bass