CUSTODIA GRATUITA DI SPAZI TEMPORANEAMENTE IN DISUSO

26 ottobre 2009 Ass. Planimetrie Culturali Commenti chiusi

SCALO_CARDATTIVITA’:
Riciclaggio Urbano
Corsi
Laboratori
Mostre
Eventi
DISPONIBILITA’:
Proiezioni, Autoproduzioni,
Saletta Lauree e Compleanni.
Accesso Internet.
Posti letto SalvaPatente.

Stampa Serigrafica.

Incontriamo Progetti e Associazioni con cui collaborare all’interno ed all’esterno dello spazio, durante la Bonifica Culturale 2009/2010.

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SCRIVONO DI NOI:
La navetta di mezzanotte (e mezza)
Repubblica — 03 febbraio 2010   pagina 9   sezione: BOLOGNA
IL DISCOBUS, l’ innovativa “navetta notturna sperimentale”, propone una nuova cultura della mobilità, che combina al tempo stesso sicurezza e divertimento. L’ iniziativa nasce dalla collaborazione fra Comune di Bologna, Atc e i locali Locomotiv, Kinder Garten, Estragon, Scalo, Link e Sottotetto. La paternità del servizio è dell’ associazione Planimetrie Culturali. «Dopo un primo esperimento nel 2005 – racconta il presidente Werter Albertazzi – abbiamo ripescato dal cassetto il progetto, invitando le realtà della zona San Donato e le istituzioni a unire le forze, per sperimentare un servizio ecologico e sicuro, adatto alle esigenze di giovani e meno giovani. Lo stanziamento di 35mila euro ci permetterà di continuare fino al 30 maggio, ma l’ obiettivo è rendere il Discobus un servizio pubblico permanente, moltiplicando le corse e allestendo a bordo servizi informativi sulle attività culturali della città». Per prolungare il servizio ben oltre il mese di maggio c’ è infatti un tavolo di trattativa aperto tra Atc e Comune di Bologna. Per sostenere l’ iniziativa, a inizi gennaio in molti hanno partecipato a una serata di autofinanziamento, che ha portato nelle casse dell’ associazione un ricavato di oltre 6mila euro. «Siamo fiduciosi – conclude Albertazzi – perché è un riscontro del successo dell’ iniziativa». La navetta, che prevede corse a cadenza oraria, parte alle 00: 30 da via Marconi 16 e prosegue su via Indipendenza (fermata San Pietro). Da qui parte il tour tra i migliori locali notturni della movida bolognese. S’ inizia dal Locomotiv (via Serlio 25) e a seguire Kinder Garten, Estragon, Scalo San Donato, Link e infine Sottotetto. Il servizio, previsto per ogni venerdìe sabato,è rigidamente gratuito. (a. t.) © RIPRODUZIONE RISERVATA – (a. t.)

Lo scalo
Repubblica — 30 settembre 2009   pagina 13   sezione: BOLOGNA
Prima dormitorio per i ferrovieri, poi dopolavoro, lo Scalo San Donato è stato abbandonato per dieci anni e torna oggi a vivere come luogo di cultura. A trasformarlo sono stati i membri dell’ associazione Planimetrie Culturali, gli stessi che avevano fatto rinascere l’ ex Macello, i sottopassaggi di via Ugo Bassi e via Marconi e l’ ex sede della Cgil Roveri, tutte sotto il nome comune di CaCuBo, Cantiere Culturale Bolognese. Dopo un lungo lavoro di risistemazione, avviato a febbraio, finalmente domani partirà ufficialmente l’ attività dello Scalo, che resterà in uso a Planimetrie Culturali per un anno esatto. «Gli spazi erano malmessi e pieni di sporcizia – racconta Werther Albertazzi, presidente dell’ associazione -. In questi mesi abbiamo pulito, disinfestato, ristrutturato, ripristinato e messo a norma gli impianti, ma soprattutto allacciato contatti con artisti e associazioni cittadine. Il nostro obiettivo è ospitare le produzioni culturali dei giovani bolognesi, dalle band di quartiere alle compagnie di danza e di teatro fino alle rassegne di cinema, video e cortometraggi». In realtà, l’ attività allo Scalo è già iniziata con alcuni eventi realizzati per ‘ rodare’ lo spazio e per tentare qualche forma di autofinanziamento, visto che l’ associazione lavora «a budget zero». «La sede ospita già il laboratorio di serigrafia, un corso di teatro e due di danza, uno di inglese, uno di percussioni tribali e uno sulla professione deejay curato da Inoki, tutti gratuiti (si trovano su www.planimetrieculturali.org, ndr ). Abbiamo anche ospitato le mostre di Katharina Dieckhoff e Massimo Mazzu. Questa prima fase è da considerarsi una sorta di preview per i soci: ci ha permesso di valutare meglio lo spazio,i suoi limitie le sue potenzialità, oltre alle nostre». Aprirà la stagione e darà il via alla ‘ bonifica culturale’ la mostra personale di Fabrizio Carboni, venerdì alle 19.30, sul tema della pornografia, accompagnata dal concerto della Bridge blues band. Oltre all’ attività serale, l’ associazione mettea disposizione dei soci pure una serie di servizi. Gratis per i collaboratori del progetto e in cambio di offerte libere per gli altri ci sono accesso internet, spazi per riunioni o feste, sala proiezioni e una giostra serigrafica per stampe personalizzate. Per chi poi ha alzato un po’ il gomito e non vuole mettersi alla guida c’ è l’ intelligente «posto letto salva patente», una camerata in stile ostello con letti e coperte ispirata all’ antico uso del luogo. Ma terminato il progetto di bonifica culturale cosa ne sarà dello Scalo? «Dopo si vedrà, anche in base ai risultati di questo periodo: se rinnovare per un altro anno o se traslocare verso un nuovo spazio. In ogni caso Planimetrie preferisce lavorare nello stesso luogo per periodi brevi e ben definiti». © RIPRODUZIONE RISERVATA – CHIARA PILATI

Festival dei non luoghi con Planimetrie culturali
Repubblica — 05 gennaio 2008   pagina 13   sezione: BOLOGNA
Un festival per rivitalizzare i “non-luoghi”. Lo propone l’ associazione “Planimetrie culturali” in uno spazio concessogli dal Comune nel quartiere San Donato in via Casini 3: i locali sono assegnati per quattro anni dopo la sottoscrizione di una convenzione rinnovabile. E’ qui che sarà realizzato il “Lego festival”, iniziativa studiata per rivitalizzare aree verdi e parchi poco accoglienti costruendo laboratori e produzioni d’ arte e utilizzando il formato “camping” metropolitano, ovvero minivacanze estive in un parco di quartiere. La città è ricca di insediamenti abbandonati di origine industriale e non solo, che rappresentano in molti casi aree dove confluiscono e si annidano problematiche legate alla sicurezza. Questi “non-luoghi” «dovrebbero essere attraversati e sentiti come sicuri e vivibili da parte dei cittadini». “Planimetrie culturali” interviene così in un lasso di tempo che va da quando l’ area entra in disuso fino al momento in cui invece si dà il via ai lavori per la sua reale destinazione.
 
Prove di occupazione all’ ex Macello
Repubblica — 02 gennaio 2005   pagina 2   sezione: BOLOGNA
E’ tornato improvvisamente a popolarsi, nella notte di capodanno, con una grande festa simile a un rave, e conseguente occupazione annunciata (se definitiva o temporanea ancora non si sa), il gigantesco ex Macello che si trova in area Caab, abbandonato da almeno un paio d’ anni e adiacente al nuovo Link, su via Santa Caterina di Quarto. Artefice del festoso blitz un manipolo di gruppi creativi bolognesi che operano sotto la nuova sigla CaCuBo (Cantiere Culturale Bolognese) e il cui obbiettivo è segnalare e autogestire temporaneamente le zone abbandonate dalla città e nella città, «rendendole vive e attraversandole», dicono. Da qui l’ ulteriore acronimo battezzato per l’ area: TAZ (zona autogestita temporaneamente). Fra le crew protagoniste di questa prima nottata, intitolata «I Monelli», i musicali e no-alcol Psyconauti (goa-trance – clubbing) il gruppo tecnico dei M.S.C.M.A., i Mutonia (musica, teatro, visual art) gli artigiani informatici di Polivisioni Indymedia, i djs drum’ bass’ dei Basstaste, e tanti altri gruppi e singoli che da anni animano e allestiscono il popolo della notte elettronica bolognese (legato ai circuiti alternativi e antagonisti) come i Broken, Double M Project, Full Moon Project, Pluscorporation, Sonic Belligeranza, Tek Berlin, Electronic Brain. A loro il compito di sviluppare il progetto di occupazione (la prima dell’ era Cofferati, ma dal punto di vista logistico non semplice) su un immobile per ora di oltre 2000 mq (ma è molto più grande) di proprietà comunale, «e che – dicono gli organizzatori – pare interessare a un privato». Diverse migliaia i giovani che a partire da mezzanotte (con indicazioni alle 23 sul sito internet www.psyconauti.org e con una piantina consegnata ai taxisti bolognesi) hanno visitato e ballato fino a ieri pomeriggio negli immensi spazi fuori San Donato che Ca.Cu.Bo. aveva adocchiato da diversi mesi, ripulendolo, mettendolo in sicurezza e, negli ultimi tre giorni, allestendolo con impianti audio e video, bar, funghi per riscaldare gli ambienti, servizi igienici chimici (affittati ad hoc) e anche un’ ambulanza del 118 (due piccoli interventi). Simile a un rave, ma decisamente più ordinato e corretto: nessuna vendita di superalcolici, sì a birra e succhi di frutta, the, acqua, banane, arance, focacce, frittate. Ingresso a offerta libera, presidiato dalla security (e dal solito piadinaro), due fuochi per riscaldarsi e dietro la grande piazza asfaltata: a sinistra un padiglione con musica techno e a destra l’ altro gigantesco immobile con una prima sala di 1000 mq (al primo piano tanti uffici) e poi grandi corridoi con altrettante sale più ‘piccole’ , le ex celle frigorifere. Musica diversificata – trance, minimal teck, drum’ n’ bass, hip hop, – atmosfera non esagitata, molti giovanissimi, canne certo ma non da rave antiproibizionista, tipico ambiente da archeologia industriale e suggestive cine – location illuminate. In distribuzione un volantino con istruzioni per l’ uso: ‘attenti a dove mettete i piedi’ , ‘occhi e orecchi aperti’ , ‘la polizia deve fare il suo lavoro passando a controllare la situazione. non fatevi prendere dal panico.’ , ‘la T.A.Z. è temporanea per definizione, meno problemi si creano più possibilità ci sono di portare a termine l’ autogestione’ . Sì perché questo è l’ obbiettivo di Ca.Cu.Bo.: «Vorremmo aprire questo spazio a tutte le realtà e associazioni culturali e produttive che in città non hanno luoghi per agire». Un progetto, un cantiere aperto, un villaggio globale, un centro di produzione culturale: questo dovrebbe diventare la T.A.Z. Importante sarà il ‘contatto’ con l’ amministrazione: una lettera sta per arrivare sul tavolo di Cofferati. E se nella mega cattedrale dell’ ex Macello non ci sarà occupazione definitiva, Ca.Cu.Bo. assicura che «avverrà altrove». – FERNANDO PELLERANO