Fabrizio Caboni – XXX/VARIE

Vernissage:  ore 19.30. (ingresso libero)

Mostra personale di Fabrizio Caboni. In esposizione lavori del 2009 organizzati per stanze nelle quali vengono rappresentate diverse categorie pornografiche generiche e di interesse comune, dal bondage fino ad arrivare all’amatoriale. Il percorso è segnato negli spazi di passaggio, quali corridoio e bagni, da un tentativo di censura che accompagna il visitatore attraverso i locali espositivi.

Fabrizio Caboni nasce nel 1976 nella provincia di Cagliari, dove si diploma alla ragioneria, lavora e frequenta il Liceo Artistico. Trasferitosi a Bologna nel 2002, città dove ancora oggi vive, si diploma nel 2008 in pittura all’Accademia di Belle Arti con una tesi sul corpo e la sua pornografia.

La prima mostra alla quale partecipa risale al 1991, ma è una pura curiosità. Tra le principali esposizioni collettive ricordiamo nel 2009 “Circle” al Lazzaretto di Cagliari e il Premio Zucchelli (vincitore), mentre nel 2008 il Premio Samp (selezionato), entrambe all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2007 espone alla Galleria dei Ravvivati a Piombino e a “Immagina 2007” all’Arte Fiera di Reggio Emilia. Sempre nel 2007 partecipa a “Vendidierasmus” a Rimini, a “Differenze!” all’Accademia di Bologna e viene proiettato come finalista al concorso Video.it all’Accademia Albertina di Torino e al festival Share. Nel 2006 espone a Porto, in Portogallo, al Museo delle Belle Arti (“My Neighborhood”) e al Cinema Batalha (“Designorama”). Nel 2005 i suoi lavori son presenti per il Premio Campigna alla Galleria Stoppioni di S.Sofia (Forlì), al palazzo del Podestà di Ripatransone (Ap) per Anteprimasette e ad Ankara (Turchia) per la Biennale d’Arte Microcredito. Tra le mostre personali espone nel 2009 al ModoInfoshop di Bologna (Abused, ecc) e nel 2008 presso la Galleria NAC di Cagliari (Hotline).

Principalmente si dedica alla pittura, ma arriva ad essa dopo una ricerca sull’immagine fotografica e sul video, che delle volte ricerca, scarica da internet, cataloga e colleziona, altre volte produce lui stesso riprendendosi e fotografando momenti di intimità, anche sessuale, e comunque volti all’erotizzazione dell’immagine, trasformando una ricerca voyeuristica dall’altrui corpo verso il proprio. Le categorie porno trattate son generiche, delle volte banali, sicuramente non ricercate in un ottica di perversione particolare ma accettate nella loro normalità, allo stesso modo in cui è normale vedere, voler vedere di più, magari registrare. Il corpo e la sua pornografia diventano quindi un pretesto per analizzare ed elaborare le immagini, quasi fino a consumarle e poi trasferirne l’eccitazione iniziale nel gesto pittorico, nell’elaborazione del video e della fotografia, ottenendo cosi immagini nelle quali la sensualità iniziale, vera o presunta che fosse, rimane un ricordo sfuocato, una sfumatura da contemplare, un’abrasione violenta, una cancellatura ambigua, delle gocce d’olio su tela. In tutto il processo le immagini si moltiplicano, sottolineando il passaggio dall’immagine pornografica alla pornografia dell’immagine dove il corpo, oltre che ricordo dell’eccitazione della propria carne, si distende diventando superficie.

More Info: http://www.fabricab.net

www.planimetrieculturali.org

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