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Workshop di Percussioni Africane

Workshop di Percussioni Africane – Vera Pitarelli

domenica 28 novembre, Scalo San Donato, via Larga 49, Bologna

Workshop di Percussioni Africane: Djembé e Tamburi Bassi

Docente: Dr.Vera Pitarelli

Livello: Principianti

Durata: 3 ore – dalle 16 alle 19

Iscrizioni: infocomunications@gmail.com

Programma:

Questo seminario è aperto ad adolescenti e adulti che sono alle prime armi e che vorrebbero avvicinarsi al mondo delle percussioni di quella parte dell’Africa Occidentale che un tempo era conosciuta come Impero Mandingue e che oggi è divisa in paesi quali: Guinea, Senegal, Costa d’Avorio, Mali, Burkina Faso. Si affronterà questo viaggio musicale con un primo approccio agli strumenti in questione, che sono il djembé e i tamburi bassi (doum doum, sangban e kenkenì), in cui verranno spiegati l’impostazione delle mani e la tecnica dei colpi (basse, tonique, claque), si studieranno alcuni ritmi (in parte riarrangiati) della tradizione malinké, susu e manian, gli accompagnamenti, le frasi e gli stacchi. In un contesto di musica d’insieme, in cui l’obiettivo sarà quello di riuscire a memorizzare ed eseguire una sequenza in gruppo, si cercherà in ogni caso di venire incontro alle esigenze del singolo lasciandogli lo spazio per esprimere la propria creatività e per scoprire la propria musicalità.

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Laboratorio: Danza Orientale

Laboratorio: Danza Orientale

6 Ottobre 2009 (ogni Martedì, dalle 19.30 alle 21)

Arab Habibi: Il gruppo Arab Habibi (tradotto “Amore Arabo”) nasce dalla passione per la danza orientale che noi, Elisa Pasini, Serena Parmeggiani, Moira Mazzini e Fanny Zonarelli, condividiamo da parecchio tempo. Ci siamo conosciute frequentando i due anni di corso di danza (principianti e intermedio) organizzato dalla Proloco del Comune di Castel Maggiore (BO) e tenuto da Samira Bellala, insegnante di origini marocchine e ballerina fin dall’adolescenza.

Raqs Sharqi: L’occasione di allenarci, preparare ed esibirci insieme in spettacoli ci ha permesso di comprendere la vera essenza del raqs sharqi termine con il quale in arabo si indica la danza del ventre. Tuttavia, la traduzione letterale di questa espressione non è danza del ventre bensì danza orientale. Il termine danza del ventre, in un’accezione puramente spregiativa, fu coniato in occidente a metà del XIX sec. e deriva dai movimenti delle natiche e del ventre che tanto scandalizzarono i viaggiatori occidentali abituati all’eterea danza classica e che per primi ebbero modo di assistere a tale danza. Le origini del raqs sharqi non sono da ricondursi all’intenzione di sedurre e ammaliare l’uomo ma come momento di aggregazione femminile e le movenze tipiche evocano un inno alla vita, alla fertilità e alla procreazione. Praticata in tutti gli stati Mediorientali, primo fra tutti l’Egitto, questa danza è il frutto di culture diverse ognuna delle quali ha originato il proprio personalissimo stile; nel corso del tempo, i principali stili emersi sono il Baladi, lo Sha’abi e lo Sharqi Classico ad ognuno dei quali corrisponde una propria ritmica musicale, pur tuttavia basata sull’uso predominante dell’ud (una sorta di liuto), il darbuka (tamburo arabo) e gli zagat (cimbali).

Il nostro progetto: Con l’intento di trasmettere ad altre ragazze quanto abbiamo imparato sarebbe ideale avere uno spazio nell’ambito del quale organizzare un laboratorio-corso di danza. Non essendo maestre professioniste ma “semplici” danzatrici animate da una grande passione per questa disciplina, quello che proponiamo per incuriosire e mostrare le basi e gli effetti benefici, sia fisici che psicologici, di questa danza è un corso base di Sharqi Classico, lo stile più elegante, raffinato e sensuale.

Gli incontri saranno di un’ora e mezza la settimana per circa 4/5 mesi e saranno strutturati come segue:

Riscaldamento: esercizi di allungamento della muscolatura propedeutici alla danza con particolare attenzione a collo, schiena, spalle e fianchi.

Insegnamento dei passi base: vibrazione, otto con i fianchi, cammello, ecc…per arrivare ad acquisire un maggiore controllo e consapevolezza del proprio corpo

Esecuzione di una piccola coreografia: per legare i passi base imparati e per “costruire” qualcosa, magari anche in nell’ottica di esibirsi in un saggio finale.

Seguiranno, stage monotematici (uso del velo, improvvisazione su percussioni dal vivo, ecc…), aperti anche a persone esterne al corso, invitando insegnanti e ballerine professioniste. In questo modo, vorremmo rispondere all’esigenza di danzatrici come noi che per poter imparare da insegnanti di elevato valore artistico si vedono costrette a spostarsi in altre città italiane poiché a Bologna manca una struttura che organizzi questi eventi.

Collaborazione con Flavia De Marco (in arte Nurya), ballerina e insegnante che, oltre ad aver partecipato a molte trasmissioni televisive, ha scritto il libro “La più antica delle danze e il suo potere curativo” e sarebbe disponibile per una breve conferenza sull’argomento. Sensualità e femminilità, divertimento e creatività, benefici e aspetti socio-culturali della più antica delle danze in un corso sulle tecniche di base gestito da donne per tutte le donne.

Abbigliamento comodo, calzini scuri e, per chi ce l’ha, la classica cintura con le monetine.

Associazione Planimetrie Culturali c/o Scalo San Donato, Via Larga 49, Bologna.


 

Laboratorio: Serigrafia (porta la tua t-shirt e la stampi con noi)

Laboratorio: Serigrafia (porta la tua t-shirt e la stampi con noi)

27 Settembre 2009 (ogni 4° Sabato del mese – iscrizione gratuita)

Il corso di serigrafia sarà guidato da Francesco Eppeinsteigher, Francesco Giansante e Andrea Monis, tre grafici pubblicitari oramai stufi di passare le loro giornate davanti al monitor del computer, e con una gran voglia di sporcarsi le mani con l’inchiostro. Obiettivo del corso è quello di mettere da parte pixel e bytes, risaltando il rapporto tra progettazione, manualità e fantasia di questa particolare attività artigianale. I partecipanti alla fine delle lezioni realizzeranno la stampa di una t-shirt o di un poster, progettandone anche la grafica. Per la stampa verrà utilizzata una macchina manuale detta giostra, che stampa sino a quattro colori, tramite telai serigrafici. Saranno usati solo inchiostri ad acqua, privi di additivi chimici, non tossici e facilmente lavabili. I partecipanti al corso avranno l’occasione di confrontarsi con l’esperienza dei tre nel campo della serigrafia, sia a livello produttivo che formativo. Sei anni fa, l’idea di acquistare l’attrezzatura per creare un piccolo laboratorio di serigrafia, completamente manuale, per realizzare in proprio t-shirt, poster e altro, unendo così la creatività della loro professione, alla manualità artigianale tipica della stampa serigrafica. L’esperienza di questi anni, grazie anche alla collaborazione di altre realtà del settore e organizzazioni che operano nel sociale, ha portato alla programmazione e realizzazione di percorsi formativi di vari livelli: base, esperti, adulti e piccini. Uno dei tre, per diversi anni ha tenuto un corso di serigrafia presso la “Nostra Famiglia”, organizzazione che si occupa della formazione dei portatori di Handicap di varie fasce d’età.

Promosso da Associazione Planimetrie Culturali c/o Scalo San Donato, Via Larga 49, Bologna

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PROGETTO “EX” Il teatro sociale e la vita di strada

PROGETTO “EX” > Il teatro sociale e la vita di strada

(4, 5, 6 , Settembre 2009 presso Scalo San Donato)

Il Progetto nasce da un percorso di Teatro Sociale avviato a Bologna con alcuni senza fissa dimora, le cui storie di vita sono state raccolte per avviare un progetto di didattica creativa nelle scuole interessate. Il teatro Sociale e di Comunità nasce nel corso del ‘900 grazie all’esplorazione di alcuni importanti registi che abbandonano gli spazi convenzionali del teatro andando alla ricerca di persone comuni e delle loro storie per favorire la partecipazione sociale attraverso l’esperienza teatrale. Questa pratica, artistica e sociale, mira ad innescare processi di incontro e relazione tra chi la comunità la vive e chi ne è ai margini, concependo il teatro come un possibile strumento di indagine sociale che faccia risuonare pubblicamente i bisogni e desideri delle persone coinvolte nel processo creativo.

La scuola rappresenta un interlocutore privilegiato di questa tecnica teatrale per avviare processi di incontro e di riflessione su importanti tematiche sociali che possano essere utili ad esplorare il disagio e le aspettative di vita degli studenti, dotando gli insegnanti di mezzi creativi per sollecitare la crescita umana e civica degli allievi e sostenendo le situazioni di disagio scolastico. L’effetto formativo che ne deriva è duplice: da una parte la scuola ha la possibilità di praticare strategie didattiche alternative per l’attuazione di percorsi che vogliono sollecitare la presa di coscienza di tematiche sociali delicate ( stimolo per affrontare quelle interne al gruppo classe), dall’altra si offre una possibilità di risocializzazione a chi vive una realtà disagiata, coinvolgendo nel percorso le persone che vivono in una dimensione privativa.

Il progetto propone di attivare laboratori creativi nelle scuole interessate sulla base delle storie di vita degli homeless, raccolte sulla strada. Il punto di vista delle persone senza fissa dimora sarà lo stimolo per far riflettere e per lavorare con gli studenti proponendo il tema della vita di strada come conseguenza drammatica causata dalla precarietà delle relazioni sociali e della solidarietà odierna.

Sono stati individuati i seguenti esperti:

Marco Stagni, laboratorio di musica

Nicola Laurora, laboratorio di scenografia multimediale

Dario Spadon, laboratorio di scrittura creativa

Idea progettuale: Lorena La Rocca

Coordinamento: Armando Fragassi, Emiliano Girardi, Arianna Bartolucci

Attualmente il progetto è sostenuto dall’Istituto Pedagogico di Bolzano, Associazione Volontarius ONLUS, Associazione Gli Amici di Piazza Grande ONLUS.


 

Massimiliano di Lauro “CARNE”

Massimiliano di Lauro – CARNE – Vernissage Mostra Quadri:

Opening, dal 1 al 30 Maggio 2009

Musicista, illustratore, designer e grafico. Nato a Trani (BA) nel 1984.

Mi sono diplomato presso l’istituto d’arte e laureato presso la facoltà di disegno industriale di bari con il punteggio di 110. Partecipa ad alcune esposizioni a Russi e Padova organizzate dall’associazione Orgao pornée. Selezionato per la partecipazione, con due lavori, al Dirty Show di Detroit che si è svolto tra Febbraio e Marzo 2009, realizza la prima mostra personale presso lo spazio off a Trani (BA) a Marzo 2009. Pubblicato su webzines come blanket magazine (uk), iniciativa colectiva (spa), cru-a (bra), dod magazine (spa), drexter (ind), grafikal (uk) e stampato su riviste come rumori e elasticzine. Lavora fondamentalmente con due tecniche piuttosto tradizionali: olio su tela e penna e acquerello, tecnica decisamente più veloce,rapida,immediata e con la quale si trova assolutamente a suo agio.

” Dipingo mosso da un istinto irrefrenabile e non da motivazioni pseudofilosofiche o altro; semplicemente non potrei farne a meno. Le maggiori fonti alle quali attingo e che mi influenzano coscientemente e non sono lucian freud, francis bacon, i surrealisti in genere ma soprattutto dalì e bellmer, la metafisica, modigliani e brancusi, lo jugendstijl e la secessione viennese, la gestualità di franz kline e de kooning, ma anche illustratori come come manara, serpieri e liberatore e artisti decisamente contemporanei come derek hess, paul chatem, audrey Kawasaki, motomichi nakamura, tommaso garavini, marco grassi, luigi pellanda, ecc… Ricordo però cosa ha probabilmente più di tutto il resto influenzato la mia “arte”: una foto della afrodite arcaica sul libro di storia che vidi alle elementari: mi sconvolse a tal punto da fotocopiarla e cominciare a provare a disegnarla”.

www.planimetrieculturali.org

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Katharina Dieckhoff – MEZZO. PUNTO

dal 1 Giugno al 1 Luglio 2009 –
Scalo San Donato, Via Larga 49, Bologna, It.
Katharina Dieckhoff – MEZZO. PUNTO.

Porno, pizzi e passatempo … sono le tre tipologie di opere presentate per questa personale allestita all’interno di tre camere da letto che in passato ospitavano i ferrovieri turnisti dello Scalo Merci San Donato.

Katharina Dieckhoff (1976 Maastricht (NL)) vive e lavora a Bologna da 12 anni esattamente gli anni che sono passati da quando l’ex dormitorio e’ stato chiuso. Ad ispirarla sono proprio quelle pareti scrostate della prima stanza che ben si presta ad evidenziare la delicatezza dei pizzi realizzati a mano da sua nonna, poi gelosamente custoditi per essere recuperati dall’artista che li assembla e conferisce loro una seconda vita. La seconda camera potrebbe benissimo rappresentare i sogni di chi ha dormito in quei luoghi – dai ferrovieri ai senzatetto – e raccoglie al suo interno alcuni lavori realizzati ad uncinetto che prediligono temi erotici o, a seconda dei punti di vista, pornografici. E’ qui che Katharina Dieckhoff inserisce la presentazione in anteprima un’opera site-specific realizzata con il miele che cola dalle pareti, modificando la silhouette stilizzata di un abbraccio fra due corpi. La terza ed ultima stanza invece e’ dedicata ai passatempo, lavori che la Dieckhoff quantifica in minuti e metri di realizzazione. Molte di queste opere contengono proprio nel titolo queste due informazioni, come -Passatempo, 220 metri e 172 gomitoli di tempo non sprecato-, -100 metri di passatempo- o -Passatempo, 28 ore di pensieri.

La mostra – visitabile fino al 19 luglio tutti i pomeriggi e nel week end anche durante la sera – fa parte dei progetti di riqualificazione di aree dismesse attraverso eventi e produzioni culturali a cura di Planimetrie Culturali ormai da diversi anni. Lo Scalo inaugurerà ufficialmente a settembre 2009, nel frattempo l’associazione apre le porte a coloro che desiderano osservare il lavoro di -bonifica culturale- e collaborare con il progetto.

Bio Katharina Dieckhoff

Studi: 2005 Laurea in Dams Arte all’Università degli Studi di Bologna; 2003 Diploma di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Mostre personali: 2008 – Mani d’Oro – a cura di Luca Beatrice – Galleria Spazia, Bologna

Mostre collettive: 2008 – Symposium Junge Kunst – a cura di Johannes W. Glaw – Volksbank e Galerie Grabenheinrich, Gütersloh, Germania; 2007 – Ghost Trax – a cura di Karin Andersen, Michele Mariano e Christian Rainer – Pay and Display, Verona; 2006 Quaranta per Quaranta. Circa – a cura di Sebastiano Zanetti e Francesco Bonazzi- Pay and Display, Verona – Indoor Games – a cura di Valerio Deho’ – Galleria Spazia, Bologna – Ghost Trax – a cura di Karin Andersen, Michele Mariano e Christian Rainer – N!03 Microgallery, Milan – Mind Games – a cura di Karin Andersen – Galleria Marconi, Cupra Marittima (AP); 2005 – Aural Sculpture(s) III and bad seeds – a cura di Koma’ Gallery – Amnesiac Arts Home Gallery – Potenza – Aural Sculpture(s) II – a cura di Christian Rainer e Edoardo Bridda e Koma’ Gallery – Pollino Music Festival – San Severino Lucano (PZ) – Aural Sculpture(s) I – a cura di Edoardo Bridda e Christian Rainer e Koma’ Gallery – San Remo; 2004 – Base Camp – Arte giovane dall’Europa – a cura di Valerio Deho’ – Kunst Merano Arte – Merano; 2003 BOLOGNA le radici del futuro – a cura di Daniela Facchinato – Gruppo Sabatini, Bologna; 2002 – La città delle Artipiche – a cura di Simona Monti – Mostra per convegno della Legacoop, Efeso, Agenzia Millennia – Teatro Arena del Sole, Bologna – Anteprima – a cura di V. Mascalchi, F. Amante, A. Baccilieri – Giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti – Accademia di Belle Arti, Bologna; 2001 – Rassegna – installazioni – a cura di Alessandra Maccagnani – Torre Medioevale di Molinella, Bologna – Corsie – rassegna d’arte – a cura di Concetto Pozzati – Granarolo, Bologna – Bologna nel futuro – mostra fotografica – a cura di Daniela Facchinato – Festa dell’Unità, Bologna – Accademia in stazione – installazioni realizzate in collaborazione con le Ferrovie dello Stato – a cura di Roberto Daolio e Milli Romano – Stazione Centrale di Bologna – Il fascino dell’imperfezione – mostra fotografica – a cura di Daniela Facchinato – Teatro ITC, San Lazzaro (BO) – Corsie – rassegna d’arte in quattro tempi – a cura di Concetto Pozzati – Galleria 64 Baricellarte, Baricella, Bologna

Premi: 2003 – Premio Campigna – Ouverture – a cura di Adriano Baccilieri – Galleria d’Arte Contemporanea – Vero Stoppioni – Santa Sofia


 

Fabrizio Caboni – XXX/VARIE

Fabrizio Caboni – XXX/VARIE

Vernissage:  ore 19.30. (ingresso libero)

Mostra personale di Fabrizio Caboni. In esposizione lavori del 2009 organizzati per stanze nelle quali vengono rappresentate diverse categorie pornografiche generiche e di interesse comune, dal bondage fino ad arrivare all’amatoriale. Il percorso è segnato negli spazi di passaggio, quali corridoio e bagni, da un tentativo di censura che accompagna il visitatore attraverso i locali espositivi.

Fabrizio Caboni nasce nel 1976 nella provincia di Cagliari, dove si diploma alla ragioneria, lavora e frequenta il Liceo Artistico. Trasferitosi a Bologna nel 2002, città dove ancora oggi vive, si diploma nel 2008 in pittura all’Accademia di Belle Arti con una tesi sul corpo e la sua pornografia.

La prima mostra alla quale partecipa risale al 1991, ma è una pura curiosità. Tra le principali esposizioni collettive ricordiamo nel 2009 “Circle” al Lazzaretto di Cagliari e il Premio Zucchelli (vincitore), mentre nel 2008 il Premio Samp (selezionato), entrambe all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2007 espone alla Galleria dei Ravvivati a Piombino e a “Immagina 2007” all’Arte Fiera di Reggio Emilia. Sempre nel 2007 partecipa a “Vendidierasmus” a Rimini, a “Differenze!” all’Accademia di Bologna e viene proiettato come finalista al concorso Video.it all’Accademia Albertina di Torino e al festival Share. Nel 2006 espone a Porto, in Portogallo, al Museo delle Belle Arti (“My Neighborhood”) e al Cinema Batalha (“Designorama”). Nel 2005 i suoi lavori son presenti per il Premio Campigna alla Galleria Stoppioni di S.Sofia (Forlì), al palazzo del Podestà di Ripatransone (Ap) per Anteprimasette e ad Ankara (Turchia) per la Biennale d’Arte Microcredito. Tra le mostre personali espone nel 2009 al ModoInfoshop di Bologna (Abused, ecc) e nel 2008 presso la Galleria NAC di Cagliari (Hotline).

Principalmente si dedica alla pittura, ma arriva ad essa dopo una ricerca sull’immagine fotografica e sul video, che delle volte ricerca, scarica da internet, cataloga e colleziona, altre volte produce lui stesso riprendendosi e fotografando momenti di intimità, anche sessuale, e comunque volti all’erotizzazione dell’immagine, trasformando una ricerca voyeuristica dall’altrui corpo verso il proprio. Le categorie porno trattate son generiche, delle volte banali, sicuramente non ricercate in un ottica di perversione particolare ma accettate nella loro normalità, allo stesso modo in cui è normale vedere, voler vedere di più, magari registrare. Il corpo e la sua pornografia diventano quindi un pretesto per analizzare ed elaborare le immagini, quasi fino a consumarle e poi trasferirne l’eccitazione iniziale nel gesto pittorico, nell’elaborazione del video e della fotografia, ottenendo cosi immagini nelle quali la sensualità iniziale, vera o presunta che fosse, rimane un ricordo sfuocato, una sfumatura da contemplare, un’abrasione violenta, una cancellatura ambigua, delle gocce d’olio su tela. In tutto il processo le immagini si moltiplicano, sottolineando il passaggio dall’immagine pornografica alla pornografia dell’immagine dove il corpo, oltre che ricordo dell’eccitazione della propria carne, si distende diventando superficie.

More Info: http://www.fabricab.net

www.planimetrieculturali.org

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Lorenzo Fontanesi presenta “AMBIANCE INDISCRET”

Lorenzo Fontanesi presenta Ambiance Indiscret, Vernissage Mostra Fotografica.
Opening venerdì 13 novembre 2009 ore 19,00

La mostra Ambiance/Indiscret di Lorenzo Fontanesi indaga l’esistenza della donna utilizzando la fotografia come prezioso strumento di comunicazione e libertà espressiva. Ogni scatto trova una sua definizione nella creazione plastica e nell’esaltazione dei valori emozionali. Il tratto soggettivo dell’artista si coglie nella composizione finale e si completa nella capacità delle immagini di parlare da sole. Oggetto della mostra è il corpo smarrito, tradito, spezzato, scomposto. È un corpo di donna fatto di carne, che parla un linguaggio denso, investito di una carica esibizionistica eloquente. Una installazione che, come ogni progetto, ha al centro l’universo femminile, fecondato dall’atmosfera intima e compatta del luogo in cui si generano le emozioni più intense, le paure più recondite. Il corpo nello spazio, circoscritto, soffocato, vessato, a tratti adorato. Figure femminili posano come dee, korai preziose e rarissime, nude, statiche nella corrispondenza tra le linee formate dal volto, dalle gambe, dalle braccia. Particolarità nella fisicità è la purezza, permeabile alla natura un po’ naïf della loro intimità. È un gioco di simmetria e bellezza, che penetra internamente la forma spaziale di una stanza o di un ambiente domestico, il tutto nelle linee di un ammaliante disegno. Il corpo si appropria dello spazio, la corporeità all’interno ne oltrepassa i volumi, diventa odore, calore, colore, emozione. Da qui la scelta di rendere le foto veri e propri quadri pittorici, manifesti artistici per arredare con forte impatto l’ambiente e far rivivere le sensazioni che gli scatti suscitano in chi li osserva per la prima volta. Un mix di profumi e sapori inglobati nella plasticità del movimento e nelle trasparenze, sospesi nell’atto del divenire qualcosa d’altro e parte di esse.


 

Black Box, di Anno Matthias Henke

Black Box, di Anno Matthias Henke, dal 9 Luglio all’8 Agosto 2010, presso le stanze dello Scalo San Donato

Venerdì 9 luglio a partire dalle ore 20:30 gli spazi espositivi del terzo piano dello Scalo San Donato ospitano Black Box, la mostra che raccoglie gli ultimi lavori dell’artista tedesco Anno Matthias Henke.

Black Box è il dispositivo che si trova all’interno di un velivolo e serve per registrare tutto quello che succede, tutti i movimenti e le mosse del mezzo in questione e del pilota durante il percorso. In caso di disastro il Black Box ci da la possibilità di ripercorrere ciò che è successo e trovare magari il perché di una disgrazia. Così come Anno Matthias Henke si percepisce come un cronista che fissa quello che succede o che vede attorno a se, allo stesso modo il suo linguaggio e le sue tele corrispondono all’ “eventogramma”, le lastre sulle quali è scritto ciò che è successo, codificato e filtrato attraverso la sua concezione di forma e cromaticità e attraverso le sue radici culturali ed artistiche che possono essere ritrovate nell’espressionismo astratto e nel surrealismo come anche nelle “Neue Wilde” degli anni ‘80. “La mia è una pittura istintiva e spesso del forte gesto, non mi interessa la perfezione del disegno, mi interessa il gesto, la postura delle mie figure che parla di come stanno e cosa vivono” – dichiara l’artista protagonista di Black Box e prosegue – : “Le mie “lastre” spesso riproducono il mondo urbano, metropolitano, l’uomo nel suo ormai naturale habitat, spesso ambientato nelle zone marginali, lungo il muro (di Berlino), sobborghi, lontano dal glamour e dalla ricchezza, zone abbandonate, i “banlieue” delle nostre metropoli. Un ricercatore in un lontano futuro, che studi le mie “registrazioni” Black Box, forse potrebbe capire cosa fosse successo a noi o come abbiamo vissuto” e conclude: “D’altronde la mia pittura sicuramente non è del tutto materialista o realista, si avvale sempre anche di elementi onirici, a volte gli scenari sono apocalittici però c’è sempre una codificazione del mondo che mi circonda.”

Orari: venerdì e sabato dalle ore 21.00 alle ore 01.00 oppure su appuntamento telefonando al 3490.6446013

Siti di riferimento: www.annohenke.de

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Stairway To Heaven

Abiti di Raffaella Riccio